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A Chernobyl Pullula La Vita!

 

Dopo l’esplosione del reattore 4 della centrale nucleare di Chernobyl nel 1986, le speranze di riavere un buon ecosistema in quelle zone erano vane, ma uno studio pubblicato sul Current Biology afferma il contrario.

 

Questo studio registra il più grande censimento a lungo termine di cinghiali, volpi, lupi, alci, cervi e grandi mammiferi! I dati raccolti dichiarano che il numero della fauna è più alto di quanto non fosse prima dell’incidente. Questo è stato possibile grazie alla completa assenza dell’uomo.

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«in assenza dell’uomo, la natura fiorisce, persino dopo il peggior incidente nucleare al mondo» dice Jim Smith, tra gli autori della ricerca.

 

Questa casuale scoperta dimostra che i danni recati alla fauna sono effettivamente riparabili, a patto che l’uomo non disturbi il delicato equilibrio naturale.

 

Comunque, se si possono ritenere fortunati i grandi mammiferi non si può dire la stessa cosa per gli animali di piccola taglia. Infatti se i primi posseggono una resistenza maggiore alle radiazioni sono gli ultimi che soccombono. Per esempio gli uccelli hanno avuto un brusco calo di vitalità e le nascite registrano una diminuzione le attività celebrali.

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