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Animali Mandati a Morire Come Segnalatori d’Inquinamento Chimico a Tianjin

 

L’esplosione del sito industriale nella città di Tianjin ha causato più di 100 morti e ha rilasciato nell’ambiente moltissimi residui chimici, altamente pericolosi e tossici.  Studiando il sito dell’esplosione gli scienziati hanno stimato la presenza di un centinaio di tonnellate di cianuro. Anche l’acqua del sito è stata contaminata, registrando livelli di cianuro superiori di 277 volte agli standard accettabili.

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Ora il sito è stato largamente bonificato, ma il pericolo chimico non è ancora cessato. Le autorità locali smentiscono il pericolo di una nube tossica, anche se si sono trovate ancora tracce di almeno 40 sostanze chimiche pericolose. Per studiare i livelli di queste sostanze le autorità hanno pensato ad un piano crudele e per niente sicuro, l’utilizzo di animali come segnalatori ambientali. Sono stati presi 10 conigli, 10 piccioni, 10 polli e sono stati collocati in tutta la zona centrale dell’esplosione. Oltre a scatenare la giustificata rabbia degli animalisti, anche la popolazione si è infastidita considerando questo metodo inutile e barbaro.

 

«La tecnologia ha superato l’utilizzo degli animali così come si faceva con i “canarini nelle miniere” molto, molto tempo fa – spiega di direttore della Peta (People for the Ethical Treatment of Animals) inglese -. Chiuderle in quelle gabbie è crudele e primitivo».

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One thought on “Animali Mandati a Morire Come Segnalatori d’Inquinamento Chimico a Tianjin

  • marzo 2, 2016 at 9:57 am
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    Ho letto la rivista. Gli actlroii sono scritti da chi sa scrivere: il pensiero e8 espresso con chiarezza in ogni tema affrontato, la sintesi invoglia a non staccare gli occhi prima che sia finita la lettura. L’opzione di dedicare spazio alle ricette e8 interessante, perche8 accresce l’atmosfera della compagnia, intesa anche come condivisione del pane. E’ anche condivisibile la necessite0 di esprimere in modo completo la condanna delle ingiusizie e l’insoddisfazione per quanto noi adulti vi stiamo propinando. Sorprende lo scarso spazio dedicato all’Europa nel suo insieme: un intero articolo dedicato agli effetti della crisi economica sull’Italia del Governo Monti fe0 sembrare che in Grecia, Spagna, Portogallo ed Irlanda ci sia lo Stato sociale tutto intero, mentre si vocifera di nuovo declassamento della Francia e di possibile perdita della tripla A per l’Olanda. Insomma, non c’e8 neanche un rigo sulla necessite0 del popolo europeo di uscire tutti insieme dalla crisi e sull’impossibilite0 per qualunque Governo di Stato di trovare una strategia per salvare soltanto una parte del popolo europeo. Sul buon articolo che riepiloga la storia contemporanea della Repubblica Democratica del Congo, si evita di far apparire il nesso tra l’impegno politico di Lumumba e l’esistenza dell’Unione Africana e per quanto riguarda la Libia, e8 giusto rimarcare i due pesi e due misure dell’uso della diplomazia, non e8 condivisibile l’omissione del fatto che l’uso della diplomazia non e8 un diritto mondiale ma una facolte0 dei Governi, perche8 dentro l’ONU ci sono solo diplomatici, che rappresentano i Governi, essendo l’ONU un’organizzazione di Stati nazionali. Puf2 essere capitata un’impaginazione che rifletta le sensazioni del momento, ma il rischio e8 che si formi una linea editoriale scettica sulla necessite0 dell’unite0 politica del genere umano per completare la pace.

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