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I predatori del mare

Gli squali sono pesci cartilaginei predatori, dotati di forti mascelle e dalle dimensioni variabili, da minuscoli squali, come lo squalo lanterna nano che misura 17-20 cm, fino allo squalo balena che può raggiungere i 20 metri di lunghezza. Tutti gli squali sono carnivori e la maggior parte di essi si nutre di pesci e altri animali marini, mentre gli esemplari più grandi si nutrono principalmente di plancton.

Comunemente si pensa che gli squali vivano in acqua salata, ma esistono molte specie, come lo squalo dello Zambesi, che si sono adattati a vivere anche in acqua dolce e nei delta di grossi fiumi.e2978615_jesolo_shark_expo

Una caratteristica molto interessante degli squali è legata alla riproduzione: essa infatti può essere ovipara, nel caso in cui la femmina deponga le uova, vivipara, se la gestazione avviene in modo analogo a quello dei mammiferi, oppure ovovivipara, il metodo riproduttivo più diffuso fra gli squali, nel caso in cui il cucciolo cresca e si sviluppi completamente all’interno dell’uovo che rimane nel condotto uterino della madre fino alla nascita.

Si sono registrati, però, due casi in cui una femmina di squalo abbia concepito un avannotto senza entrare in contatto con un maschio, attraverso un processo noto come partenogenesi, e che porta alla nascita di un clone della madre. Probabilmente questo comportamento in natura è molto raro e rappresenta un tentativo disperato da parte di una femmina che si trova in condizione di assenza di un maschio, come può avvenire in cattività. Questo tipo di riproduzione, tuttavia, è molto rischioso, poiché elimina il fattore di diversità genetica e  può portare all’estinzione della specie.

Il fatto che la carne di squalo sia considerata molto pregiata e la “cattiva fama” di animali feroci che li accompagna sono spesso addotte come scusa per la caccia intensiva praticata in molti paesi asiatici, che sta portando all’estinzione molte specie di squali.

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