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I Segreti del Pesce Gatto

Il pesce gatto, nome volgare dell’Ameiurus nebulosus, rappresenta circa l’otto per cento di tutti i pesci nel mondo. La specie più comune è caratterizzata da una testa possente e dotata, in media, di otto barbigli (organi tattili posti vicino alla bocca o alle narici). Il corpo allungato e sottile, munito di due pinne dorsali, può raggiungere i 50 cm nelle specie americane e i 25 cm in quelle europee. E’ privo di squame e ciò rappresenta un vantaggio perché rende l’animale più sensibile agli stimoli esterni. Si nutre prevalentemente di piccoli pesci, rane, girini e talvolta alghe o muschio e le specie più grandi anche di piccoli uccelli acquatici. Il corteggiamento avviene in primavera ed è caratterizzato da “affettuose” testate tra i due spasimanti; la deposizione delle uova, invece, si verifica nei mesi estivi ed è compito di entrambi i genitori custodirle fino alla schiusa. Quest’ultima avviene in una decina di giorni e i nascituri sono lunghi circa 6-7 mm e di colore giallo chiaro. Una straordinaria peculiarità del pesce gatto è l’eccezionale numero di papille gustative (fino a 250.000), presenti non solo in bocca ma su tutto il corpo.

adg-animali-acque-dolci-tropicali-pesce-gatto-dalla-coda-rossa-ph-merlofotografia-080307-3In Italia è presente una sola specie, introdotta agli inizi del XX secolo, e diffusasi rapidamente nei laghi e nei fiumi della pianura Padana. L’importazione e la diffusione di questa specie in Europa non è però stata priva di conseguenze: per via della sua aggressività, il pesce gatto ha preso il sopravvento su molte specie autoctone.

Il pesce gatto, poco apprezzato in Italia, è considerato uno dei pesci più saporiti altrove, ad esempio negli Stati Uniti dove è tra i pesci più pescati e ricercati.

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