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Il veterinario: “L’etica è del padrone non degli animali domestici loro seguono l’istinto”

 

Aldo Verner, lei che è veterinario ed etologo della Lipu, ha mai prescritto cibo vegetariano?  

Una volta, ricordo, a un cane che aveva intolleranza alle proteine animali. Siamo riusciti a farlo sopravvivere, ma si vedeva benissimo che gli faceva schifo. Del resto, anche i normali mangimi non sono naturali.

 

I gatti possono essere vegetariani?  

I gatti sono carnivori, ma già oggi mangiano scatolette. L’importante è che ci sia la taurina, un aminoacido essenziale senza il quale si possono ammalare gravemente agli occhi e al sistema nervoso, fino a morire.

 

Quindi il fatto di eliminare la carne dalla dieta non dovrebbe avere effetti collaterali?  

Sicuramente il gatto e il cane preferiscono le bistecche, è un fatto di gusto. Per il resto non ci sono controindicazioni, i principi nutritivi sono gli stessi.

 

Lei ha parlato di preferenze, anche cani e gatti le hanno….  

Sì, ma non gli si può chiedere il discernimento. Se gli diamo crocchette tradizionali le preferiscono alle vegetariane, e se gli diamo carne o pesce le preferiscono a tutte e due.

 

Da un punto di vista etico cosa ne pensa?  

L’etica è del padrone, non del cane o del gatto. Su questo bisogna essere chiari. Poi, già adesso noi forziamo la natura: se un gatto dovesse basarsi sui suoi denti, a quattro o cinque anni sarebbe probabilmente morto. Anche se non bisogna dimenticare che i gatti uccidono spesso per divertimento. Ma umanizzare gli animali è un errore. Loro seguono l’istinto.

 

Il cibo vegetariano è eco-sostenibile?  

Sicuramente… ma un animale domestico non danneggia l’ecosistema. Un conto è predare un piccolo di berta alle isole Lipari, un altro un passero di Montoggio. Non fa nemmeno statistica.

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