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L’Evoluzione Dell’Alimentazione Del Piccolo

 

I piccoli di “qualsiasi animale” sono creature inermi, che hanno bisogno di cure e attenzioni per favorire la loro sopravvivenza; è realmente così? In realtà no.

La tendenza ad offrire cure ai propri cuccioli ha portato i mammiferi a spendere una parte della propria energia per permettere ai propri figli di crescere con una sicurezza in più; d’altra parte questi ultimi sono incapaci, almeno per i primi momenti, a vivere da soli e quindi si definiscono inetti. Al contrario ci sono cuccioli che acquistano ben presto la capacità di muoversi o di procurarsi il cibo, insomma adulti in formato ridotto, questi si definisco precoci.

Un esempio di piccoli inetti l’abbiamo quando guardiamo dei cuccioli di rondine, di piccione, di cane o di uomo! Senza i genitori, in particolare la madre, che li accudiscono questi piccoli sono destinati a morire presto di fame. Esempi di cuccioli precoci sono per esempio i pulcini delle galline e altri uccelli, come il megapode. Questo singolare uccello fa un nido che si riscalda grazie alla luce solare, dove questa viene convertita in calore. Proprio come nei coccodrilli. Una volta uscito dall’uovo e dopo essere scappato da quell’ammasso di sterpaglia, il piccolo megapode è autosufficiente e non ha bisogno dei suoi genitori!

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E’ facile dire che molti cuccioli sono degli adulti formato “mignon”, ma tra loro c’è una differenza fondamentale, oltre ad eventuali differenze morfologiche: il tipo di alimentazione.

Su questo livello si è osservato che c’è una differenza tra i piccoli precoci e inetti, cioè i primi hanno la stessa modalità di alimentazione dei genitori o almeno in parte, mentre negli inetti l’alimentazione è di solito più semplice/complessa e ricca di sostanze che aiutano la veloce crescita del piccolo. Nei mammiferi è il latte materno l’alimento perfetto per i cuccioli e ogni latte è diverso da specie a specie, dove le componenti sono diverse in base al tipo di sviluppo che l’animale dovrà seguire. Questa tendenza alimentare è stata favorita nel processo di selezione naturale, poichè i figli inetti sono più protetti, essendo in continuo contatto o almeno per lunghi periodi con la madre, e perchè questa non porta ad una reale competizione per le risorse alimentari! Sembra che l’evoluzione abbia lavorato per ridurre al minimo lo stress tra genitore e figlio, anche sulla ricerca del cibo.

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