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L'Unicorno Con Le Pinne, Il Narvalo | -- L'ANGOLO DEL MAMMIFERO --
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L’Unicorno Con Le Pinne, Il Narvalo

 

Il narvalo è un cetaceo appartenente alla famiglia dei monodontidi. Questo possente animale, il cui corpo può raggiungere i 4-5 metri di lunghezza, è famoso per il caratteristico dente, simile ad una vite, posto al di sopra del labbro superiore; questo suo unico dente (da qui il termine monodonte), è caratteristico esclusivamente negli esemplari di sesso maschile e questo forma la cosiddetta zanna, che può raggiungere i 2,70 metri di lunghezza. Solo il rari casi il dente può essere costituito da due elementi.

Sono state avanzate molteplici ipotesi sulla presenza di questa zanna: si è ritenuto che essa potesse essere utilizzata come arma contro altri narvali o imbarcazioni; che potesse essere utilizzata per praticare fori nel ghiaccio. Entrambe le ipotesi mi sembrano altamente improbabili. Attualmente l’ipotesi che va per la maggiore considera la zanna semplicemente una peculiarità legata al sesso, tipica dei maschi appunto, come le corna per i cervi.  I maschi durante la stagione riproduttiva si fronteggiano a colpi di corno; questa pratica è legata al rituale per determinare il maschio dominante.

Nelle prime fasi di vita, il narvalo presenta un manto piuttosto scuro, che va a schiarirsi durante la crescita, diventando grigio-biancastro, con macchie più scure, negli adulti, fino ad essere quasi completamente bianco negli esemplari più anziani.

il narvalo

I narvali vivono in piccoli gruppi, non superiori alle cinquanta unità, anche se può capitare che questi gruppi si associno per formare enormi branchi di più di mille esemplari; questi gruppi possono essere misti o divisi per sesso.

Generalmente è possibile vedere un narvalo nel Mare Artico, suo habitat naturale, ma non è raro che alcuni esemplari si spingano verso sud, verso le coste della Gran Bretagna e dell’Olanda, dove, talvolta, se ne ritrovano esemplari spiaggiati. Durante l’estate i narvali migrano in cerca di cibo verso le coste, risalendo talvolta i fiumi. Spesso, però rimangono intrappolati in baie o insenature che si ricoprono di ghiaccio, dove i narvali sono costretti a creare grossi buchi per poter respirare.

Come per molte altre balene, le abitudini riproduttive dei narvali sono quasi sconosciute: i pochi dati che abbiamo a disposizione derivano principalmente dagli esemplari che vivono in cattività. Sappiamo che le femmine possono partorire fino a due cuccioli di una dimensione approssimativa di 1,5 metri; alcune leggende eschimesi, che potrebbero comunque avere un fondo di verità; esse sostengono che la coda dei cuccioli fuoriesca dal corpo della madre già dalle quattro alle sei settimane prima del parto, rendendo il cucciolo già in grado di nuotare.

I narvali sono cacciati sia da altri animali, come orsi polari e orche, sia dagli abitanti delle coste del Mar Artico. La carne di questo animale è molto importante per queste popolazioni perché contiene grandi quantità di vitamina C, particolarmente carente nelle loro diete. Inoltre la pelle dei narvali è considerata pregiata perché mantiene una certa elasticità anche se bagnata o gelata.

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