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Nati per Cacciare, Gli Squali | -- L'ANGOLO DEL MAMMIFERO --
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Nati per Cacciare, Gli Squali

 

Lo squalo è sempre stato considerato, dalla concezione comune, come uno spietato cacciatore, capace di incutere timore e sorprendere i bagnanti più incauti. Questa credenza è vera solo in parte: le specie davvero pericolose per noi esseri umani sono solo quattro (squalo bianco, tigre, leuca e pinna bianca oceanico), davvero poche considerando che si conoscono più di cinquecento specie differenti di squali.

Gli squali cacciano secondo tecniche differenti, che possono essere raggruppate in due gruppi distinti: alcune specie sono specializzate nella caccia, altre preferiscono tendere un agguato alla propria preda.

Il massimo esponente del primo gruppo non può che essere il grande squalo bianco, che sembra plasmato per getpcacciare, uccidere e nutrirsi: le sue fauci sono immense e potenti, capaci di esercitare una pressione pari quasi ad una tonnellata per centimetro quadrato, e dotate di quattro file di denti. All’estremità del muso sono presenti degli elettrorecettori, chiamati ampolle di Lorenzini, in grado di rilevare l’energia elettromagnetica generata da movimenti anche minimi, come lo scuotere una pinna o il battito del cuore della preda. Un’altra razza molto particolare è lo squalo pinna bianca oceanico, la creatura marina più sensibile nel percepire i suoni (non è chiaro se grazie all’udito o alle vibrazioni); questo squalo è in grado di raccogliersi intorno alla scena di un naufragio provenendo da una distanza di quasi 130 chilometri. Gli squali martello sono dotate di sensori altamente sviluppati, in grado di identificare la presenza di razze nascoste sotto la sabbia del fondale marino.

La maggior parte degli squali è costretta a muoversi in continuazione, ma alcune specie, come lo squalo leuca e lo squalo limone, sono in grado di pompare acqua nelle narici semplicemente aprendo e chiudendo la bocca, riuscendo così a rimanere adagiati sul fondale marino per tendere un agguato alla preda. Alcune specie, come squalolo squalo angelo e lo squalo tappeto, sono in grado, come le razze, di ricoprirsi di uno strato di sabbia per tendere un’imboscata. Il lemargo del Pacifico preferisce nuotare verticalmente, salendo e scendendo nella stessa colonna d’acqua, per prendere la preda alla sprovvista. Un’altra specie molto curiosa è lo squalo tagliatore, che raggiunge raramente una lunghezza superiore ai 35 centimetri; questi piccoli squali hanno nella furtività la loro arma migliore: attaccano prede molto più grandi di loro, a cui si avvicinano inosservati per poi cavargli via un morso, lasciando l’impronta della loro bocca triangolare.

Nonostante gli squali siano predatori voraci non mangiano tutti i tipi di carne indistintamente: una volta addentata la preda, le gengive rilevano se quanto stanno masticando è tenero o duro; in un secondo momento, la lingua può sentire il sapore non solo del sangue, ma anche del grasso. Accade spesso che uno squalo sputi via la preda se il gusto, la consistenza o la sensazione percepita in bocca gli suggeriscono che non vale lo sforzo di ucciderla e consumarla. La buona notizia è che, a quanto pare, noi esseri umani siamo troppo magri e ossuti per essere appetibili, la cattiva è che purtroppo il morso preliminare di uno squalo può risultare fatale.

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